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Robot e micromotori: dalla fantascienza alla routine

 22 aprile 2020
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 Categoria: Tecnologia
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 Autore: admin
micromotori

L'ultima frontiera in quello che è il mondo della robotica applicata nelle operazioni chirurgiche, è la telechirurgia mininvasiva, che permette di operare sul paziente mediante delle micro incisioni. Tutto questo è possibile grazie ad un sistema preciso, affidabile e performante, che vede l'utilizzo dei micromotori e dei robot. Le operazioni medicali sull'essere umano, abbinate alla chirurgia mininvasiva, rappresentano di fatto un miglioramento significativo, sia per gli operatori medici che per il paziente stesso. Ovviamente parlando di robot non si fa riferimento a quelli a cui il cinema ci ha abituati, perché il controllo umano è sempre necessario. Scopriamone insieme come la fantascienza è diventata routine.



Micromotori: cosa sono?


La rivoluzione tecnologica che ci sta accompagnando da qualche anno, ha reso possibile ciò che fino a non molti anni fa era considerato fantascienza. Parliamo di operazioni chirurgiche con una precisione mai vista prima, in grado di ridurre il dolore nel paziente, nonché i potenziali rischi d'infezione ospedaliera. Tutto questo è diventato possibile grazie ai micromotori e ai robot utilizzati nella chirurgia microinvasiva. In molti ambiti, le piattaforme che fanno ricorso a queste tecnologie, vengono considerate più sicure ed efficaci della chirurgia tradizionale, proprio per l'altissima precisione con cui è possibile operare, e per i rischi inferiori per il paziente. Senza dimenticare che quest'ultimo può godere anche di una riduzione sui tempi di recupero post operatori.



Sistemi robotici per la chirurgia microinvasiva: cosa sono?


Come anticipato, i sistemi robotici per la chirurgia microinvasiva, rappresentano l'ultima frontiera nel campo della chirurgia. I settori in cui si fa ricorso a queste tecnologie sono molteplici, dalla ginecologia all'urologia, dalla chirurgia generale alla chirurgia toracica. Il funzionamento alla base di queste piattaforme è piuttosto semplice, quantomeno nella "teoria". Il chirurgo infatti non opera fisicamente con le sue mani, ed è lontano dal campo operatorio, seduto quindi ad una postazione munita di comandi e display. Attraverso tali comandi, può muovere i bracci del robot a cui sono collegati gli strumenti endoscopici. Tali strumenti verranno introdotti mediante delle piccolissime incisioni. Quello che è il campo operatorio, viene proiettato in 3D, attraverso delle immagini in altissima risoluzione. Uno di questi sistemi, tra i più evoluti per la chirurgia microinvasiva è il Robot Da Vinci.



Robot Da Vinci: la massima espressione della chirurgia robotica


Sono passati oltre vent'anni da quando il sistema Da Vinci, un potentissimo strumento di chirurgia microinvasiva, ha fatto la sua comparsa nelle sale operatorie. Ad oggi è diventato uno standard di riferimento, nonché un'eccellenza vera e propria, in moltissimi ambiti chirurgici. In Italia ci sono in circolazione 111 piattaforme, di cui 22 nella sola Lombardia, ed oltre 5.000 in tutto il mondo.


Per comprendere meglio la mole di lavoro svolta da questo Robot, basti pensare che nel 2018 sono stati eseguiti oltre 20.000 interventi, dato tra l'altro in crescita di anno in anno, a testimoniare una sempre più grande fiducia in questa tecnologia. Sono moltissimi infatti gli operatori di settore a credere fermamente che i sistemi di chirurgia come il Da Vinci, diventeranno un vero e proprio standard, e che il futuro sarà sempre più robotico.



Robot Da Vinci: come è costituito


Le componenti fondamentali del Robot Da Vinci sono tre: un console chirurgica, un carrello paziente e un carrello visione. Di seguito i principali dettagli:


  • Console chirurgica. Questa è posizionata all'esterno del campo sterile. Attraverso tale console, su cui sono montati due joystick, il chirurgo può operare visionando i movimenti effettuati sul display 3D in alta risoluzione. Proprio quest'ultima caratteristica è importantissima, perché il display permette di vedere strutture anatomiche che ad occhio nudo non sarebbero distinguibili. Da non dimenticare inoltre che i joystick consentono di annullare il normale tremolio delle mani del chirurgo.


  • Carrello paziente. Questo ha il compito di sostenere le braccia del robot. Su tali bracci vengono installati degli strumenti Endowrist, muniti di una sorta di polso che può ruotare a 360°, e che quindi permettono una mobilità nettamente superiore rispetto a quella umana.


  • Carrello visione. All'interno è contenuto il cuore dell'elaborazione centrale, oltre ad un sistema video in grado di catturare immagini in Full HD. Questo sistema di visione, consente l'ingrandimento della zona operatoria dalle 6 alle 10 volte.



Da sottolineare come l'intero sistema sia in grado di monitorare sia il paziente, che il robot stesso, segnalando al chirurgo ogni eventuale anomalia in tempo reale.


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