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Il Carburante del futuro

 16 marzo 2015
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 Categoria: Energia
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 Autore: admin

La ricetta è semplice: basta mescolare metano e della comune aria ed i risultati sono sorprendenti: una benzina sintetica ed economica e, cosa ancor più importante, che inquina poco. Circolazione a targhe alterne, divieto d'accesso nei centri storici, periodici controlli sui gas di scarico dell'automobile: tra poco tutti questi impedimenti potranno essere solo un ricordo per gli automobilisti.


Entro cinque anni sarà disponibile una benzina meno dannosa: non conterrà zolfo, metalli pesanti o altre sostanze cancerogene. L'azienda petrolchimica americana Syntroleum, infatti, è riuscita a ottenere petrolio sintetico dalla liquefazione del metano. Perché è stato scelto proprio questo gas? Il combustibile ecologico per eccellenza è costituito da molecole di carbonio e idrogeno ed è caratterizzato da piccolissime tracce di zolfo. Di conseguenza, quando brucia, produce solo acqua e anidride carbonica. I combustibili estratti dal petrolio, invece, contengono quantità non trascurabili di zolfo e metalli pesanti, quando bruciano producono ossidi di azoto e anidride solforosa, la sostanza che contribuisce pesantemente all'inquinamento da ozono.


Ma c'è anche un'altra novità. Il petrolio sintetico potrà essere ottenuto in modo economico. I tecnici della Syntrolcum hanno creato infatti dei dispositivi di liquefazione del gas così compatti che possono essere, per esempio, facilmente montati su una nave. In questo modo qualsiasi giacimento può essere raggiunto e sfruttato, soprattutto quelli abbandonati perché troppo piccoli o troppo lontanti dai metanodotti. Con questi dispositivi che consentono l'operazione di liquefazione nel luogo del ritrovamento, i tecnici americani ritengono che sarà possibile abbattere sensibilmente i costi di lavorazione.


La Syntrolcum ha calcolato di poter fornire petrolio sintetico a 15 dollari al barile (un barile corrisponde a circa 159 litri), parti all’attuale prezzo del greggio. E considerando che il petrolio naturale è una fonte di energia non rinnovabile, la liquefazione del metano potrebbe essere una soluzione ai fabbisogni energetici del pianeta. La Petroconsulenti di Ginevra, una delle più importanti società del settore, ha calcolato che la quantità nota di metano nel mondo è pari a una bolla di gas del volume di 4,6 miliardi di miliardi di metri cubi. Col metodo della liquefazione si otterrebbero 770 miliardi di barili di petrolio sintetico, sufficienti per soddisfare i bisogni mondiali per i prossimi 29 anni.


La ricetta chimica che permette di liquefare il metano arriva dal passato. Nel 1923 due chimici tedeschi, Franz Fischer e Hans Tropsch, scoprirono che era possibile ottenere petrolio sintetico mescolando monossido di carbonio e idrogeno e sottoponendo il tutto a una determinata pressione e temperatura. Gli idrocarburi ottenuti potevano essere trasformati in carburante diesel o cherosene. Furono proprio questi combustibili che permisero alla Germania nazista di continuare il conflitto della seconda guerra mondiale, dopo che la Romania e le regioni del mar Caspio decisero di sospendere i rifornimenti.


Questo processo però non era economicamente vantaggioso e presto venne abbandonato: per mantenere attive le reazioni chimiche era infatti necessario fornire molto calore, e questo era possibile soltanto aggiungendo ossigeno puro, ottenuto attraverso costosi processi di raffinazione dell'aria.


Oggi i ricercatori americani della Syntroleum sono riusciti a ottenere il petrolio sintetico mescolando il gas metano con della semplice ed economica aria. L'aspetto più costoso riguarda soltanto la compressione di questa miscela di gas. Però c'è un grande vantaggio: dato che la reazione chimica ideata da Fischer e Tropsch libera molto calore, questo viene raccolto e incanalato da speciali dispositivi per portare avanti l'intero processo, fino alla liquefazione finale. A seconda delle temperature utilizzate durante il procedimento si ottengono benzina, nafta, diesel oppure Olefine (sostanze alla base di alcuni tipi di plastica) e le sostanze chimiche di scarto sono azoto, acqua e anidride carbonica.


Oggi il processo Tischer-Tropsch è tornato in auge perché i progressi della tecnica l'hanno reso più semplice e meno costoso. Attualmente anche in Italia le ricerche vanno nella direzione seguita dalla Syntrolcum. Si sta cercando infatti di sintetizzare gasolio partendo da idrocarburi leggeri, come le paraffine, in modo da ottenere un carburante a basso inipatto ambientale. La benzina ecologica sarà disponibile anche in Europa, come assicura John Ford, ingegnere della Syntroleum. Non appena l'industria della trasformazione del gas liquido entrerà in piena attività, i nuovi carburanti ecologici saranno disponibili non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. Ancora pochi anni, insomma, e l'automobile avrà una coscienza meno sporca.

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